Visualizzazioni totali

lunedì 17 febbraio 2014

NON BRUCIAMO IL FUTURO

 VERSO I RIFIUTI  ZERO

 http://youtu.be/RrZfpX6FQ1Y
Paul Connett   teorico americano della strategia "rifiuti zero"

   

Pochi mesi fa come associazione CiLLSA  eravamo alla ricerca di un locale pubblico gratuito ad Arzignano per poter trasmettere un film dossier “SPORCHI DA MORIRE” contro gli inceneritori o gassificatori (si cambia la parola ma non cambia la sostanza)  
Ma non ci sono spazi gratuiti offerti alle associazioni dalla amministrazione comunale e noi non avevamo soldi né di partiti né di santi protettori per pagarci il noleggio e la sala.
L’unica soluzione poteva essere la scuola dove in effetti ci venne data la possibilità ma con la condizione che non si facesse  politica.

Cosa si intendeva? Che dovevamo guardare in silenzio il film senza commentare,  senza dire che noi come associazione non volevamo il gassificatore ad Arzignano, proprio perché, come ben spiegato nel film,  temevamo che l’operazione  fosse  una speculazione sulla salute dei cittadini ?



Abbiamo rinunciato così  alla ospitalità per non mettere a disagio nessuno .


Abbiamo visto il film a Schio in una sala cinematografica,  offerto da una associazione ambientalista che colà fa la stessa nostra battaglia
 
Tale documentario  lo continuo a caldeggiare, per la sua pregnanza educativa, nei  cineforum, nei progetti delle scuole della nostra zona .
I gassificatori vengono costruiti , lo sappiamo,  per bruciare i rifiuti che invece non si dovrebbero produrre o dovrebbero essere riciclati .
Sicuramente la soluzione non è aggiungere ancora inquinamento all’aria  che respiriamo.
Il colmo della vicenda è che quando noi andiamo a dire alla cittadinanza di stare attenti per le conseguenze dannose se non mortali  per la nostra salute  veniamo accusati  dai partiti o da certi  lobby potenti di fare del terrorismo . 
 Ma i terroristi non sono  coloro che uccidono le persone innocenti e non coloro che tentano di salvarle ?
Per il resto, nel nostro distretto,  c’è un silenzio assordante, nelle amministrazioni,  nella ulss,  nelle scuole.
 Figuriamoci , l’interesse che abbiamo provato nello scoprire una recensione del   quotidiano La repubblica  al libro di Rossano Ercolini “Non bruciamo il futuro ” scritta di recente   















«In un'Italia dove contro discariche e inceneritori ci sono state tante barricate e pochissime proposte, la storia di Capannori e di Rossano Ercolini dovrebbe essere studiata a scuola.»
 
Giriamo l’invito  alle scuole, ai docenti, ai dirigenti.  
Sì perché è inutile, a mio parere,  scrivere nei Piani dell’Offerta formativa (POF  ) che la scuola è ancorata al suo territorio  e poi ‘tralasciare’ di  parlare dei problemi dello stesso territorio in nome di una presunta apoliticità; non lo ha fatto Ercolini, maestro di scuola primaria autore  del libro che invitiamo a leggere.  

Si confonde il discorso dei partiti    (ero contrarissima che essi entrassero nella scuola che dirigevo) con il discorso della politica (lo è ogni azione che compiamo, a casa, a scuola, nel lavoro … anche a scuola:  nella organizzazione, nella metodologia, nelle scelte sul tempo scolastico  ecc ecc ).

E poi mi si permetta : la salute, l’inquinamento non sono problemi che riguardano la vita ,  le famiglie e il loro benessere ?
Già  nel post “Dalle discariche alla musica”  ho parlato di Ercolini ,  sostenitore dei rifiuti zero
                         
Ripeto, ora,  quanto contiene la scheda di presentazione del libro edito dalla Garzanti
Rossano Ercolini è un maestro elementare in un piccolo comune della Toscana, in provincia di Lucca. Quando viene a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla sua scuola, per il bene del territorio e la salute dei suoi giovani alunni decide di intervenire. Fonda così l'associazione «Ambiente e Futuro», con l'obiettivo di informare la comunità dei rischi ambientali dell'incenerimento e di proporre strategie alternative per la gestione dei rifiuti.
Seguono anni di battaglie durissime durante i quali Ercolini sfida apertamente gli apparati politici e i poteri economici locali e nazionali. Ma alla fine le sue ragioni hanno la meglio e nel 2007 il comune di Capannori è il primo in Italia a adottare la strategia Rifiuti Zero, diventando in poco tempo il centro di un movimento straordinariamente vitale che, da Napoli a Milano, coinvolge ora sempre più cittadini e tanti amministratori. Nell'aprile del 2013, per questo suo impegno come attivista e educatore, Rossano Ercolini riceve il Goldman Environmental Prize e viene invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Non bruciamo il futuro è la testimonianza fiera e coinvolgente di una battaglia decennale vinta contro poteri fortissimi. È la dimostrazione chiara e diretta delle enormi possibilità di un modo di fare politica nuovo e capace di organizzarsi dal basso…”  

È anche uno straordinario manifesto educativo: in tutti questi anni l'autore non ha infatti mai smesso di insegnare.
Rossano Ercolini è oggi il simbolo di un ambientalismo capace di incidere in maniera efficace nello sviluppo di un territorio, andando oltre le ideologie e gli schieramenti.
Perché è solo con l'impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore.
E allora perchè non invitare come SCUOLE  di  Arzignano , magari anche come CTF Vicenza Ovest, in collaborazione con la libreria Mondadori,  Rossano Ercolini a parlarci del suo libro “NON bruciamo il futuro   ?

Donata                      


Approfondimenti :

Stop all'inceneritore: l'alternativa c'è  
http://youtu.be/o8De1Qt_wGU

Sporchi da morire
http://donataalbiero.blogspot.it/2013/07/sporchi-da-morire.html

Il maestro ecologista premiato con il Nobel per l'Ambiente 
http://www.greenews.info/rubriche/rossano-ercolini-il-maestro-ecologista-premiato-con-il-nobel-per-lambiente-20130503/

giovedì 6 febbraio 2014

L'INGANNO DELLA SETTIMANA CORTA

Scuola oggi, scuola del futuro?  

 http://youtu.be/M8dV0DYeQ7w  Vado a scuola - film 
                                Tanti modi diversi di andare a scuola



 I giochi sono fatti. 

I consigli di istituto hanno deliberato  e le  iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2014/2015  sono operative. Ho aspettato che Arzignano, intendo  le scuole (istituti comprensivi e secondarie di secondo grado) nella loro autonomia  decidessero per quanto riguarda il tempo scolastico da offrire nel Piano della  
Offerta formativa anno scolastico 2014 /2015, prima di intervenire .


La mia riflessione è del tutto personale ma non certo sprovveduta; 31 anni di dirigenza scolastica non sono pochi e certamente  sufficienti  per conoscere i meccanismi ‘ umani’ e ‘tecnici’ che sottendono alle votazioni negli organi collegiali .                                         Non so se nei consigli di istituto di Arzignano, nell’esprimere la scelta  del tempo scolastico, i  docenti, gli studenti (nelle secondarie di secondo grado), i genitori  hanno espresso il loro voto a titolo personale o come delegati ( in quanto rappresentanti della categoria di appartenenza) come auspico che sia stato. 
In ogni caso, vorrei che quanto scrivo fosse letto con serenità e  valutato per quello che intende essere: un appello ponendomi esclusivamente  dalla parte dei bambini, dei ragazzi e dei giovani.  
So che molte scuole superiori e istituti comprensivi, in Italia, hanno deciso per la riduzione dell'orario scolastico su cinque giorni, dal lunedì al venerdì. 
 Arzignano non è stata da meno .  
Scrive Fabio Luppino, provocatoriamente, in un articolo di gennaio 2014  “E' un vecchio pallino dei ceti più abbienti: avere i figli a casa il sabato, che bello. Magari gli altri giorni hai anche qualcuno che li va a prendere a scuola e che li pungola a fare i compiti o li dà ripetizioni. La settimana corta porterebbe i ragazzi dei licei a stare a scuola fino alle due e quelli dei professionali e tecnici fin oltre le tre. Siccome, anche in forza di precedenti tagli, molti ragazzi hanno la scuola distante da casa, l'agognato ritorno tra le mura domestiche in alcuni casi non si avrà prima delle quattro... A quell'ora e dopo il viaggio di ritorno a cui devi aggiungere l'alzataccia mattutina, la voglia di studiare dei ragazzi sarà senz'altro a mille. Tutte cose ovvie e ragionevoli che però, sulle prime, non vengono considerate proprio dai genitori tanto presi dal week end con i  figlioli… A quanto risulta proprio i figlioli-studenti nella maggior parte dei casi si sono schierati contro questa misura. Ma i presidi la propongono e la ripropongono con una certa insistenza quasi ad insinuare il dubbio che la spinta venga  dall'alto” .

Continuo nell’analisi delle varie realtà .                                                                  
In un ex circolo didattico di Arzignano da anni  vigeva  (pare che tutti fossero e siano tuttora contenti: genitori, insegnanti, amministrazione) la settimana corta. Io ero l’unica dirigente che gestiva le tre scuole medie (Zanella, Motterle, Beltrame di Montorso) fino a due anni fa. Ebbene, mi sono sempre opposta, per quanto di mia competenza, discutendo nei collegi dei docenti prima, andando poi, nel consiglio di istituto a portare la proposta educativa del collegio, a che i ragazzini delle medie, in una  età difficilissima quale quella della pubertà, facessero la settimana corta, ovvero  lezione per  sei ore al giorno consecutive o per 5 ore al giorno con due rientri sempre, con il sabato libero.
Francamente, non mi convince il discorso  della ‘famiglia unità il sabato ( e … magari , disunita negli altri giorni perché difficilmente i ragazzi riusciranno a pranzare con i genitori).   

Li conosco bene i ragazzi  di questa età.

Ad ogni modo, ora, nelle secondarie di primo grado (medie), l’opzione più utilizzata, almeno in provincia di VI , e’ la settimana corta in cui le 30 ore si distribuiscono in  5 giorni con  sei ore giornaliere al mattino. 
Mi pare  anche ad Arzignano. 
Vi chiedo in tutta coscienza, cari genitori e  cari docenti li vedete i vostri figli, i vostri studenti di scuola media,
sui banchi dalle 8 alle 14.00 ininterrottamente? Quali soluzioni saranno utilizzate  a scuola  per non farli ‘scoppiare’? Si allungherà l’intervallo a metà mattinata? O si creeranno  due mini pause  nel corso della giornata?  Sia come sia saranno dieci venti minuti in meno quotidiani  sottratti alle lezioni.                   
 E poi se l’alunno si ammala non avete tenuto conto che l’orario concentrato in 5 giorni significa più ore di lezioni saltate e maggiori difficoltà nel recupero?    
 E veniamo al sabato a casa: i nostri adolescenti saranno a casa a studiare o considereranno la vacanza prolungata dal venerdì sera alla domenica sera?    Mi  chiedo ancora: i tempi dell’attenzione sono stati valutati bene? Poiché…      - stando agli studi scientifici - l’ attenzione dura al massimo 45 minuti, poi il cervello rallenta, quali rimedi adotterà la scuola?  Secondo Massimo Santinello, docente di psicologia dell’università di Padova, poi, oggi, la durata della attenzione nei ragazzi è sempre più ridotta.  Ha senso che noi, nelle scuole,  allunghiamo le ore di lezioni in una giornata?  Che ne facciamo dei ragazzi fragili , dei ragazzini in difficoltà di apprendimento , degli studenti  che hanno necessità di più tempo disteso per apprendere ? Rinviamo  la questione affidando alle famiglie  i compiti a casa al sabato ?
Suvvia!
Che tristezza … pensare   al giorno libero unico dei docenti al sabato,  pensare all’aspetto organizzativo delle supplenze più gestibile ,  pensare a un giorno in meno da accompagnare o inviare i figli a scuola , pensare e  considerare uno ‘spreco  energetico’  l’apertura al sabato  

Ma in Italia c’è da aspettarsi di tutto. Se poi penso alle scuole che, tolte le ore di lezione , vengono chiuse e  non vengono utilizzate durante la giornata  la mia tristezza e il mio senso di impotenza aumentano.
La scuola è di ogni cittadino, dei bambini e dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie, di chi la tiene pulita, di chi ha studiato, di chi studia ancora e di chi ha smesso e vuole ricominciare, di chi la amministra: di tutta la città.
La scuola è il bene comune di tutti, è il primo bene di chi governa la città.


La scuola aperta è il centro della vita dei quartieri, un luogo continuo di ascolto e discussione sui problemi della città e di coinvolgimento di tutte le generazioni.


Le scuole devono restare aperte tutto il giorno, oltre le lezioni curricolari, per offrire momenti di recupero e di potenziamento delle discipline, per proporre attività ludiche, sportive, di intrattenimento e di sperimentazione con la musica, l’arte, il teatro.
Devono  essere aperte tutto l’anno (con possibilità di assumere personale 'specializzato'  ricevendo finanziamenti adeguati se la gestione fosse dell' istituto,  o  gestione diretta dei comuni), per aiutare i genitori che lavorano durante l'estate , per non lasciare nelle strade o davanti alle tv  i bambini  soli, ma  con progetti educativi di qualità  ( di divertimento , di movimento , di partecipazione attiva , di protagonismo)
Non devono essere vissute solo da studenti e insegnanti, ma offrire occasioni di scambio tra generazioni e culture, luoghi dove il privato sociale può portare competenze e proposte, dove le famiglie e tutti i cittadini possono trovare progetti pensati per loro, e contemporaneamente svilupparne di propri.

Proviamo come cittadini attivi a esigere un servizio adeguato per i nostri figli e non solo adeguato alle nostre esigenze di dirigenti docenti genitori, amministratori  ?
Io non rinuncio  a sperare
Donata                                                                          06/ 02/ 2014

Che ne è della nostra scuola ? Ulteriori riflessioni

QUANDO IL TEMPO ERA DISTESO
http://donataalbiero.blogspot.it/2014/10/quando-il-tempo-scuola-era-disteso.html
* Studenti in piazza, impariamo da loro
http://donataalbiero.blogspot.it/2012/10/studenti-in-piazza-impariamo-da-loro.html
*  Difendiamo la scuola pubblica