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venerdì 9 ottobre 2015

MONSIGNOR DELLA CASA A SCUOLA


UNA CIRCOLARE NON FA IL GALATEO   

                               testo di prima elementare degli anni sessanta 
I bambini ci guardano            https://youtu.be/2EioSHrivj4

A un liceo di Empoli è arrivata in questi giorni una circolare un po' insolita. La raccomandazione fatta agli studenti era di... dire "buongiorno". Insomma un invito alla buona educazione. " I ragazzi  avevano l’abitudine di non salutare", ha spiegato il preside. «Può sembrare scontato, invece è importante: a scuola non si insegnano solo materie culturali, ma anche l’educazione. E il saluto è un principio». Il preside aveva notato infatti che i ragazzi avevano perso l'abitudine a salutare la mattina e ha così ritenuto necessario un piccolo richiamo collettivo. 
Dopo la circolare pare che le cose siano migliorate.
In rete l'iniziativa ha suscitato un grande entusiasmo. Si ritiene che quello del liceo di Empoli sia un buon esempio da imitare. Anzi, forse addirittura da ampliare, istituendo nelle classi seppur brevi corsi di bon ton, anche per dare un nuovo e più forte significato al voto in condotta. 


 Già, le buone maniere non guastano mai ma non credo proprio, da educatrice e conoscitrice del mondo scolastico, che basti una circolare, un corso ad hoc per risolvere la questione della buone maniere dei nostri ragazzi, né ritengo che si debba o possa delegare solo alla scuola le deficienze delle famiglie e della società in tal senso.
Tutte le volte che sento un adulto lamentarsi dell’educazione dei giovani e contestualmente non capacitarsi del perché la scuola non riesca nell’intento di educarli  alle buone maniere mi viene voglia di regalargli uno specchio: dentro il quale potrebbe osservare i volti di tutti noi adulti, certo differenti gli uni dagli altri, ma caratterizzati nella grande maggioranza dagli stessi difetti che poi
rinfacciamo ai ragazzi e alle ragazze: poca serietà, tentativi sistematici di aggirare tutte le norme e tutte le regole, superficialità, volgarità, rifiuto di qualsiasi cosa abbia a che fare con la cultura, incapacità di discutere, di prendere decisioni democraticamente, di fare autocritica.

La nostra vita è inquinata da sgarberie, furberie, maleducazione; i minori fanno quello che vedono da noi, come ben evidenziato dal video              "I BAMBINI CI GUARDANO”

Sembra ormai che le buone maniere siano un ricordo di altri tempi; al volante, a tavola, in ufficio, a scuola, la cattiva educazione ha preso il sopravvento.
Tutti i giorni siamo in presenza di episodi di cattiva educazione, l’automobilista che ignora totalmente la presenza di pedoni che cercano invano di attraversare la strada, il signore che porta a spasso il cane evitando di raccogliere i suoi bisogni, chi grida al cellulare pensando che il mondo intero debba essere interessato ai fatti suoi, chi getta dal finestrino carte e cartacce, chi parcheggia sulle strisce o sul marciapiede impedendo ai pedoni il passaggio, chi camminando sul marciapiede tra il viavai della folla ti viene addosso e non chiede neanche scusa perché evidentemente pensa che lo spazio sia solo suo, o peggio chi non lascia il passaggio ai più anziani costringendoli a fermarsi in un angolino


Penso ai nostri parlamentari e alle loro volgarità oscene, esibite recentemente anche al senato con gesti sessisti nei confronti di una loro collega; penso alla TV , spesso pollaio mediatico dove ministri, parlamentari senatori inveiscono contemporaneamente l’uno contro l’altro togliendosi la parola , cercando di sovrastare l’interlocutore alzando la voce sotto lo sguardo soddisfatto dei conduttori cui interessa di più la rissa che il confronto delle idee 
A chi tocca insegnare le buone maniere?  

Innanzitutto deve essere chiaro che più di insegnare un comportamento si tratta di essere educati, a cominciare dai genitori.   
 I bambini emulano il comportamento dei grandi: se vedono che i loro genitori si rivolgono in modo gentile agli altri, che dicono grazie o per favore, che salutano entrando e uscendo da un negozio o dalle case altrui allora anche essi  si comporteranno di conseguenza.
L’esempio dei genitori prima; sta alla scuola ribadire contestualmente che l’educazione è lo strumento che ci fa ricordare l’esistenza degli altri e ci fa apprezzare la libertà individuale.  

Naturalmente diventa significativo e determinante il rapporto tra alunni e insegnanti: il sorriso, il saluto, l’autorevolezza, non si impartiscono, si vivono quotidianamente  

Se oggi c’è un’emergenza educativa questa riguarda prima di tutto gli adulti: essa è lo specchio dei nostri disorientamenti, delle nostre “dimissioni”, del basso profilo della nostra visione della vita. L’attuale crisi dell’educazione si affronta solo se la generazione adulta sarà disponibile a rimettersi in gioco e a rivedere il proprio progetto di vita a cominciare dalle buone maniere con gli altri.

L'esempio dei grandi come faro per i bambini vale non solo per la buona educazione , ovviamente.

Mi riferisco alla nostra umanità (prima le persone poi le cose)
alla nostra solidarietà  (antidoto contro il razzismo) 
http://donataalbiero.blogspot.it/2015/02/solidarieta-valore-irriso.html


alla nostra apertura mentale ( contro le barriere ideologiche e le strumentalizzazioni dei politici )
http://donataalbiero.blogspot.it/2015/01/alt-assessore-donazzan.html


C'è da meditare , non pensate?  

Donata Albiero                                      

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