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lunedì 26 agosto 2013

I BAMBINI, I RAGAZZI NON VOTANO, PERCIO’ NON CONTANO

Chi governa ignora i bambini perché  tanto non votano


      
 EDUCARE E' ...    http://youtu.be/8oaD9tQATsc

«Chi governa ignora i bambini perché  tanto non votano »
Parola di Garante per l’infanzia,  Vincenzo  Spadafora   

Come dargli torto?
 Di questa popolazione invisibile elettoralmente, non ci si  preoccupa granché, come se i piccoli debbano aspettare la maggior età per poter contare .
  
Manca, in effetti, la capacità di investire in una stabile e competente politica per l'infanzia. Se da una parte non ci sono  conoscenze effettive sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza da parte delle diverse istituzioni che dovrebbero occuparsene, dall'altra sono tante le fonti pubbliche che dichiarano che tutto va bene. 

In assenza di dati certi e di verifiche precise si continua, nel mondo della politica, a parlare di infanzia in modo confuso, astratto, talvolta demagogico.
 


 Le emozioni determinate dalla cronaca,
che sempre più spesso racconta casi drammatici di infanzia violata, portano i rappresentanti delle istituzioni a promettere soluzioni apparentemente immediate che troppo spesso vengono dimenticate quando il tempo cancella temporaneamente il ricordo.
Sulla pedofilia o sul disagio degli adolescenti si è parlato molto, si sono individuate delle soluzioni magiche e però non si è realizzato quasi mai quanto promesso. In fondo, la mancanza di controllo sulle promesse fatte al mondo dei bambini e degli adolescenti da parte della politica nasce dalla mancanza di responsabilità degli adulti nei confronti dei piccoli.

Se i bambini da soli non possono ottenere leggi e strumenti di aiuto e di tutela adeguati e concreti è necessario che i grandi responsabili si impegnino a porre il tema delle future generazioni nell'agenda della politica e chiedano che i bambini siano soggetti a pieno diritto del futuro del Paese.
                                                                     
Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero a proposito delle  campagne elettorali che vorremmo fosse fatta in funzione dei bambini innanzitutto 
 http://donataalbiero.blogspot.it/2013/02/bambini-e-campagna-elettorale.html

     Anno 2013- Scuola media di Chiampo
Constato, purtroppo, abbastanza 
generalizzato, da parte degli Enti pubblici e privati, al di là degli slogan, una scarsa considerazione
di quel che deve essere il ruolo  attivo e partecipato dei bambini ragazzi  (art. 12 Convenzione internazionale   diritti bambini) assicurando loro la possibilità di esprimersi liberamente  in "tutte le questioni che li riguardano" e prendendo  le loro opinioni seriamente  in considerazione.

Devo, invece, dare atto  che le azioni formative di diverse  scuole , anche nella  provincia vicentina, si basano sull’ascolto, sulla partecipazione costruttiva , sul protagonismo dei ragazzi , nella convinzione di aprire agli allievi  la strada alla assunzione di responsabilità, alla capacità di gestire la res publica come valore collettivo, alla democrazia. 

E’ un percorso obbligato  per chi crede nei piccoli e nei giovani.        
http://donataalbiero.blogspot.it/2013/03/una-scuola-amica-dei-ragazzi-media.html

 Offrire  fiducia ai ragazzi: ci  vuole coerenza da parte degli adulti,  dei politici.   
Elettra Lorini , sindaco di Vicchio  (Toscana) è stato un esempio positivo .

Marcia a Barbiana (frazione di Vicchio) , anno 2007, per ricordare don Milani

                                                        
                            Elettra , ospite ad Arzignano alla scuola  Giuriolo , anno 2008
              
 
         Si presentava  il libro UNA BARBIANA PER NUOVI ITALIANI
Risale a  luglio la corrispondenza con una  mia cara amica,  ex sindaco di Vicchio (Toscana), Elettra Lorini. Le ho posto una domanda  relativa al percorso da Lei attivato in qualità di sindaco , a partire dal 2007,  con gli alunni delle scuole per ricevere idee …Sì perché da quelle idee  doveva essere costruita una scuola.


 “Il  nuovo plesso ( moderno e bio, cioè costruito con tecniche per il risparmio energetico e idrico) sorgerà  in un’area vicina alle scuole elementari del viale Beato Angelico, così da creare un polo scolastico unico e consentire una “ricucitura urbanistica” tra la piazza del mercato e l’area degli impianti sportivi”                                            

   (31/05/2008 Comune di Borgo S.Lorenzo -Vicchio)  

Le ho scritto un mese fa :“Ti ricordi il convegno  in cui mi invitasti a Vicchio  nel 2008  per offrire un personale  contributo sul tema dei laboratori  scolastici ? 

Che fine ha fatto il tuo sogno di  nuova scuola media ? 


Mi ha risposto:
 “ Cara, ti ringrazio....commossa!
Qualcuno si ricorda quella straordinaria avventura (ahimè, finita nel dimenticatoio)
Non sei però la sola a ricordare: la Fondazione Michelucci, che aveva seguito i lavori, ha curato un bellissimo "quaderno" che in realtà è un libro, edito da Polistampa , adottato come testo per gli esami di architettura.
Il titolo del libro è "La scuola e la città" ed offre davvero tanti spunti di riflessione che vanno ben oltre l'esperienza di Vicchio che però ne è "il cuore".


Allora Prima tappa

In  occasione dei 40 anni della Lettera ad una Professoressa il comune ottenne un primo finanziamento dalla provincia che utilizzò per promuovere un "Laboratorio di progettazione partecipata" con i bambini e i ragazzi delle ultime classi elementari e prima media e con un gruppo di adulti interessati (due laboratori distinti, naturalmente). La scuola media è infatti molto vecchia e inadeguata alle nuove esigenze.

Io, nella mia veste di sindaco, introdussi il percorso con il collegio dei docenti e con i ragazzi, sottolineando la volontà di fare davvero un laboratorio di cittadinanza, impegnandomi, in particolare, a tener conto delle indicazioni  se si fossero trovate le risorse per costruire davvero la scuola!
Seconda tappa
"I laboratori": la partecipazione dei ragazzi fu straordinaria

                                                 Terza tappa
 Nuovo finanziamento ministeriale e bando per un concorso di idee. Il concorso fu nazionale: parteciparono circa 70 gruppi di progettazione (che moltiplicati per 3 o 4 professionisti per gruppo significa un coinvolgimento altissimo!) che avevano come traccia su cui "produrre idee" le "linee guida" uscite dal laboratorio. I lavori, a giudizio unanime furono di alto livello

Quarta tappa
Anno 2008 : mostra di tutti gli elaborati pervenuti, premiazione dei primi cinque qualificati in occasione di un convegno "Gli spazi per crescere ed apprendere" cui parteciparono politici locali (impegno della Regione ad assumere e sostenere economicamente il progetto come "pilota" per la Toscana), nazionali (Mauro Ceruti, allora senatore), architetti (in particolare Cecchi, che aveva presieduto la commissione di valutazione dei progetti e successivamente avrebbe curato tutta la parte di architettura del quaderno-libro della Fondazione) e gente di scuola (la Preside di Arzignano …  )

                               Quinta tappa                                     
Con altri soldini sono riuscita a far trasformare, dallo stesso gruppo vincitore del concorso, l'idea in progetto preliminare.
Il modellino è stato "in vetrina" nella stanza del sindaco gli ultimi mesi della mia avventura.... poi è stato messo da qualche parte e si è solo parlato delle difficoltà economiche di un progetto troppo ambizioso 
N.B. Nelle  elezioni amministrative successive del 2009 Elettra non è stata ricandidata )   
P.S. : la mia rabbia non è ancora sbollita: invece che un progetto di cittadinanza si è trattato di un percorso altamente de-cittadinalizzante e diseducativo:
 quale fiducia avranno domani quei ragazzi divenuti adulti di fronte alle promesse dei politici?    
Un grande abbraccio .         
Elettra “

Non servono commenti .

 Sempre in tema di protagonismo dei ragazzi e di attenzione verso essi,  è datato 15 maggio 2013,  l’evento a Padova   Partecipare, Infinito futuro”.  
L’ occasione era solenne: giovani e istituzioni regionali del Veneto a confronto, organizzato da PIDIDA  Coordinamento Veneto e dall' UFFICIO  regionale del Pubblico Tutore dei minori.
 I protagonisti, ragazze e ragazzi,   dovevano condividere esperienze di partecipazione realizzate in ambito scolastico e associativo nel territorio regionale  e istituzioni regionali quali il Pubblico Tutore dei minori, il Direttore
Generale dell'USR, Assessori regionali ecc..

Obiettivo:   presentare  i primi esiti dell’iniziativa, rilanciando un percorso più approfondito per l’anno successivo. 


  PIDIDA VENEZIA , Palazzo Regione marzo 2013: incontro per preparare il convegno di Padova
 A Padova, si  sono presentati 727 ragazzi  (tra gli 8 e i 18 anni)   dalle varie province del Veneto, a cui si sono aggiunte le consulte studentesche; 
 317 studenti di Vicenza (la nostra zona ha offerto i lavori dell'ITC di Montecchio M.  e dell'IC 2 di Arzignano).    
  Si confrontavano lì, bisogni, aspettative, richieste elaborate dai minori nelle  associazioni e nelle scuole, durante l’anno, in attesa di risposta  dalle istituzioni, con grande entusiasmo dei ragazzi per l'evento..  

  
Che dire?  
Certamente positiva la partecipazione e la  metodologia utilizzata (scambio informazioni tra pari, con costante attenzione dei docenti delegati; però mancavano  all'appello proprio le istituzioni.    

Perché?  
Io credo che gli amministratori
debbano rispondere ad un imperativo etico prima ancora che politico, tenendo a mente che investire sulle giovani generazioni, occuparsi del loro benessere e sviluppo è il migliore grande progetto da realizzare.


Mi rivolgo, dunque, ai politici locali. 

Abbassate l'ottica della Amministrazione  fino all'altezza del bambino, per non perdere nessuno dei cittadini,  accettate la diversità che il bambino porta con sé a garanzia di tutte le diversità.   

Faccio mia l’affermazione dell’esperto Francesco Tonucci:  
“ Mi si contesta spesso che questa (città dei bambini) è una utopia, una
follia;  sono d'accordo ma è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato.  Quella della città dei bambini è una utopia concreta, una utopia sostenibile” .

 A me piace immaginare i comuni della mia vallata  insigniti del titolo 'città dei bambini'.


Donata Albiero                              

APPROFONDIMENTI

* La città dei bambini.  Un nuovo modo di pensare la città         
  Autore Tonucci Francesco Editore Laterza
 Francesco Tonucci è dal 1997 responsabile del progetto internazionale "La città dei bambini" del CNR ed è disegnatore con lo pseudonimo di Frato


*La prima scuola energeticamente autosufficiente ideata dagli alunni 

Diversamente dalla esperienza di Vicchio, segnalo un progetto che ha visto la cooperazione di un Paese intero. 
Firenze - Sarà inaugurata il 7 settembre, alla presenza del ministro dell’Ambiente Orlando, la scuola “green” dei sogni di tutti gli studenti. Immerso nel Parco Urbano dell’Ambrogiana, l’edificio scolastico, costruito in legno, seguendo rigidi criteri dettati dall’edilizia sostenibile, rappresenta un modello per i confort e le tecnologie ecosostenibili utilizzate. La scuola, collegata al centro cittadino da una pista ciclabile, che arriva sino all’ingresso dei cancelli dell’istituto, grazie all’impiego della geotermia, del fotovoltaico e per l’utilizzo di materiali isolanti naturali, non ha bisogno di collegarsi alla rete del metano, risultando energeticamente autosufficiente.
La peculiarità del progetto è rappresentata indubbiamente anche dall’alto coinvolgimento degli alunni, 45, che hanno contribuito, con la collaborazione di 73 insegnanti e 27 collaboratori esterni, con le proprie idee e proposte a costruire una scuola “a misura di bambino”. L’intervento è sostenuto dal Comune di Montelupo Fiorentino.
  


lunedì 19 agosto 2013

L’ ACQUA E’ IL SANGUE DELLA TERRA

Diritto alla salute
La salute è nostra e quella dei  figli è nelle nostre mani   
                                                                              
Acqua:  un bene di tutti, un diritto dei bambini  

http://youtu.be/UO3__Dibx7Q   
ACQUA BENE COMUNE        trailer

















Luca Matteazzi, il 12 luglio 2013, ha scritto nelle pagine di LA NUOVA VICENZA  un commento  che sinteticamente riporto:
 Acqua contaminata nel Vicentino: cause industriali, non naturali
Per la nostra provincia sta diventando un’abitudine di cui si farebbe volentieri a meno.  Il caso dell’acqua con livelli molto elevati di sostanze perfluoro-alchiliche, caso che sta facendo molto discutere e sta sollevando comprensibili preoccupazioni in questi giorni, è solo l’ennesimo di una lunga serie.

Le cronache degli ultimi giorni   raccontano  di livelli di derivati del fluoro che oscillavano attorno ai 1000 nanogrammi per litro, con punte di 2000, rilevati soprattutto nei pozzi dell’ovest vicentino, tra Arzignano, Trissino, Valdagno, Montecchio, Brendola, Sarego e Lonigo. Dalle autorità sanitarie, per il momento,   giungono  indicazioni rassicuranti, ma la vicenda ha aspetti paradossali.
 Come il fatto che in Italia non esista un limite di legge per queste sostanze.

 Io cittadina, oggi , allora mi  chiedo
 Perché la Germania è  invece dotata di una normativa che fissa un tetto di 100 nanogrammi per litro?

 Prosegue l’autore dell’articolo:    
E come il fatto che, nonostante tutto, la procura abbia avviato un’inchiesta, segno che qualcosa da chiarire c’è.  
Un punto, in particolare, è finora rimasto in secondo piano.

Come ci è arrivato, il fluoro, nei pozzi che alimentano gli acquedotti?                               
Nelle notizie di stampa si è parlato di origine industriale ….. Sarà un caso, ma l’ovest vicentino è una delle zone della provincia a maggior concentrazione di industrie, e nello specifico di aziende che utilizzano abitualmente prodotti chimici (concia). E, sarà sempre un caso, in quella zona, nonostante le richieste di associazioni come Medici per l’Ambiente, non si riesce ad avere un panorama completo dell’incidenza di certe malattie che possono essere ricondotte all’inquinamento di origine industriale

Io cittadina ancora  mi chiedo:  
Mi devo fidare delle istituzioni che vigilano per legge sulla salute dei cittadini?

Non è casuale il mio interrogativo se  poi la   'innocuità delle acque bevute dai veneti’, che fonti istituzionali  garantiscono, mi pare smentita  da uno studio scientifico  sui danni alla fertilità delle donne

 “Il bisfenolo e i composti perfluoroalchilici interferiscono con l’
espressione di recettori nucleari nei leucociti di una popolazione di donne infertili…. In conclusione, i risultati di questo studio dimostrano l’importanza di considerare l’esposizione umana contemporaneamente alle numerose sostanze chimiche contaminanti l’ambiente e largamente presenti nel prodotto di consumo e di applicare il principio di precauzione nella valutazione degli effetti degli interferenti endocrini  Antologia Medica 

Il dott Vincenzo Cordiano  , presidente provinciale (VI) della Associazione Medici per l’ambiente è preoccupato.  Quanti dei bambini veneti -si chiede- svilupperanno malattie della tiroide e dovranno ringraziare chi ha avvelenato impunemente l'acqua che hanno bevuto fin da piccoli?
 La fonte è ancora l'Antologia Medica " I composti perfluoroalchilici causano IPOTIROIDISMO subclinico nei bambini .."
Il dott Cordiano intitola nel  suo blog Enziucciu  del  22 luglio 2013:  
" Le sostanze perfluoroalchiliche sono cancerogene in America ma in Veneto sono innocue "
http://enzucciu.blogspot.it/2013/07/le-sostanze-perfluoroalchiliche-sono.html?spref=fb


Che faccio io semplice cittadina?
Chi mi garantisce?   
 Devo  battermi per  avere la garanzia che l’acqua che bevo al rubinetto è pulita ? Perché devo comprare l’acqua in bottiglia quando  essa è un bene di tutti  come l’aria che respiro?    
Perché aria e acqua  sembrano essere oggetto di business di pochi a danno di noi tutti?  
Sono solo io a indignarmi?

La CiLLSA, 
altre associazioni locali ambientaliste, 


 

Una lettera della CiLLSA al sindaco di Arzignano, datata 19 agosto 2013, chiede di conoscere lo stato di 'salute' dell'acqua che beviamo nei rubinetti di casa


Perché tutto tace
Questione di ferie? Le malattie, le morti non vanno mai in vacanza. 

Intanto … Fiumi e falde freatiche (sacche d'acqua sotterranee che alimentano sorgenti e pozzi) son sempre più inquinati da sostanze chimiche dall'agricoltura e industria. La Commissione mondiale stima che metà dei grandi fiumi sia gravemente inquinata, avvelenando ecosistemi e minacci la salute.
Il bisogno di regole e limiti è  URGENTE.


 Tutti parlano dell'oro nero (petrolio) e sanno i  conflitti che causa, ma pochi sono a conoscenza  che sarà l’oro blu (acqua) il maggior problema politico-ambientale del nostro secolo.
 
In memoria del prof Boscardin
“L’acqua è sempre stata al centro del benessere materiale e culturale delle società di tutto il mondo. Oggi, purtroppo, questa preziosa risorsa è in pericolo. […]
La crisi dell’acqua è la dimensione più pervasiva, più grave e meno visibile della devastazione ecologica”, scrive la fisica indiana Vandana Shiva in Le guerre dell’acqua (Feltrinelli, Milano 2004).

L'ho letto questa estate: saggio valido che propongo di analizzare. 
 
Riflettiamo, almeno  nelle scuole . Rendiamo, per davvero  i ragazzi cittadini responsabili e illustriamo, nelle varie programmazioni,  quello che può e deve essere lo  sviluppo equo sostenibile incominciando dal  nostro territorio. 
 
 
 



Sulla Terra vivono oggi 7 miliardi di persone che si prevede arriveranno a 9 miliardi nel 2050. Un miliardo di persone però non ha tuttora accesso all’acqua potabile ed è per questo che è necessario attuare una seria politica di risparmi evitando lo spreco che, nei Paesi ricchi, arriva fino al 30% delle risorse idriche disponibili (a sostenerlo è l'associazione UNWATER).
 
Evitiamo di inquinare l’acqua che fortunatamente nei Paesi ricchi ancora abbondiamo. 
Per le conseguenze della mancanza di acqua pulita, ogni 17 secondi nel mondo muore un bambino. Sono ancora 783 milioni le persone a non avere accesso all'acqua potabile e miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari.
Tutti  i bambini, tutti gli esseri umani hanno il diritto di poter vivere. Non possiamo fermarci finché sulla terra anche solo una persona non avrà accesso all'acqua pulita e sana.
Vale anche per la nostra zona, vale anche per i nostri bambini.

Propongo di far vedere  in biblioteca  comunale, in un dibattito pubblico, in una associazione culturale ,  a scuola , magari insieme come reti di scuole al Teatro Mattarello, o come consulte degli studenti, il  film documentario americano del 2008  “Flow  Per amore dell’acqua”
 La regista Irena Salina spiega che il film tratta il problema idrico “da varie angolazioni: l’inquinamento e la commercializzazione dell’acqua, l’accessibilità dell’acqua per le popolazioni povere all’estero, le conseguenti questioni legate ai diritti umani e i ben noti aspetti spirituali dell’acqua”.

Il film mostra gli innumerevoli problemi legati all’acqua.
Parla ad esempio della sua crescente privatizzazione presentando le due maggiori multinazionali dell’acqua: Suez Environnement e Véolia Environnement, attiva nei cinque  continenti e responsabile per la gestione di acqua, rifiuti, energia e trasporti.   
Il film descrive anche l’inquinamento dell’acqua e la chimica in agricoltura.

Parla inoltre dell’acqua piovana e di quella in bottiglia, gestita per lo più da Nestlé, che possiede oltre 70 compagnie d’acqua tra cui Perrier e S. Pellegrino.
Infine il documentario illustra i problemi legati ai cambiamenti climatici, alle dighe e il diritto  all’acqua: se gli esseri umani ne hanno bisogno per vivere, l’acqua è un diritto, non un privilegio. 

Il film informa che nel 2020 la metà della popolazione mondiale non avrà accesso a sufficiente acqua pulita.                                                            
Per frenare questo processo presenta l’ Articolo 31 da inserire nella Dichiarazione dei Diritti Umani:  
"Ognuno ha diritto ad avere acqua  pulita e accessibile sufficiente per la salute, il benessere dell’individuo e della famiglia, e nessuno deve essere privato di tale accesso o qualità dell' acqua in nome di interessi economici individuali”. 
Non possiamo più permetterci di dare ancora per scontata l’acqua.

Ben venga, tra l'altro, l'iniziativa della provincia di Vicenza, per sensibilizzare gli studenti della scuola dell'obbligo, nel nuovo anno scolastico 2013/2014,
insegnando le regole del risparmio idrico attraverso il progetto "AQUOR" (un diario contenente due fumetti con i personaggi GOCCIOLO e PUZZOLO, maestri di 'risparmio idrico'.

Il  futuro dei nostri figli e di tutte le specie del pianeta dipende da questa nostra consapevolezza.
http://youtu.be/2NChrWnigCo  
 L’ acqua   VIDEO UFFICIALE - Radici nel cemento 

Donata Albiero                                                 20 agosto 2013

 

APPENDICE
 
1) In memoria di Antonio Boscardin 
  Dagli anni ’60 agli anni ’80 una rapida industrializzazione ha portato la Valle del Chiampo e in particolare alcuni comuni (Arzignano, Chiampo, Montebello) ad essere il centro di un distretto conciario leader a livello nazionale ed internazionale.
Questa crescita, non sempre rispettosa delle risorse ambientali, ha causato situazioni di inquinamento e di disagio ambientale che sono state documentate dal Gruppo Ecologico della Valle del Chiampo.
Si trattava di un gruppo di insegnanti e studenti delle scuole medie locali, capitanato dal docente  Antonio Boscardin, che dal 1973 al 1980 ha esplorato le rive del torrente Chiampo raccogliendo osservazioni, scatti fotografici ed alcune riprese video con lo scopo di denunciare alle autorità il degrado ambientale al quale si era arrivati.Tutti i materiali raccolti sono stati riuniti in sette fascicoli intitolati “Appunti sull’inquinamento della vallata del Chiampo” e in una mostra fotografica dal titolo “Quando l’acqua cambiava colore”.
 La  ex scuola  Giuriolo  di Arzignano  ha conservato , appesi ai muri  dei corridoi  dei plessi Motterle e Zanella,  in bianco e nero (curatrice la docente Erica Bailo ) preziose foto di Boscardin con i suoi studenti lungo il fiume del Chiampo ,
Nell’anno scolastico 2009/2010 sulle orme di quei ragazzi degli anni ’70, insieme ad altre  scuole medie della val del Chiampo   (in tutto 17 classi )  ha effettuato   alcuni itinerari, già percorsi dagli alunni del prof. Boscardin,  lungo il fiume Chiampo, aderendo al Progetto STORIE DAL FIUME. Un viaggio tra la memoria e le avventure del Chiampo
Il lavoro del prof. Boscardin funziona come una macchina del tempo capace di portare i ragazzi di oggi alla realtà ambientale del passato e alle emozioni di chi ha visto nascere e svilupparsi il distretto conciario. Il recupero della memoria individuale e collettiva stabilisce un legame consapevole col passato e crea le basi per immaginare un futuro strettamente legato alle caratteristiche e alle risorse locali. Anche il fiume, come ogni singolo luogo, è denso di informazioni e di vissuti da scoprire.
Se ne potrebbe far tesoro per la programmazione scolastica nell’anno scolastico 2013 /2014

 
Tra i documenti pubblicati  in FACEBOOK  riportiamo 
Stefania Mesiano
Io c'ero........posso dire questo, anch'io con il professor Boscardin assieme ai miei compagni delle medie andavamo in cerca di testimonianze dell'inquinamento di allora. Insieme si cercava di ripulire gli argini............, Io c'ero, mentre il professor si arrabbiava per le molte immondizie che si arenavano.......Io c'ero.......e con profondo affetto ricordo il nostro prof.....che ci ha insegnato in qualche modo a combattere anche contro i mulini a vento se necessario, ma con le sue battaglie non tutto è stato inutile.......ora il "Chiampo" non cambia più colore.....!
Grazie per quello che ci hai insegnato prof.

 Michele Anselmi
Cortesi ex concittadini ! Dal lontano Brasile , posso solo ricordare di quando abitavo nel palazzo Sociale della ex biblioteca civica , e , dalla finestra della sala a quei tempi , dopo che erano iniziati i lavori della strada dietro la stazione delle corriere , si potevano riconoscere attraverso colori e puzze , quali operazioni erano state scaricate a monte ... sono tecnico conciario e quindi posso parlare con competenza . Mantenete la cittadina e la vallata pulita e , pulita in senso generale/totale che , con i tempi che tirano , solo il ritorno alle vecchie abitudini lavorative venete potremo pensare di risollevarci .
Salute a tutti

Chiara Nieddu,  riferisce in una lettera aperta
 Era un ottimo educatore, e non solo scolastico ma anche di vita!  Ma per molti era solo un personaggio scomodo, additato all'odio dei suoi concittadini, perché dicevano che la sua denuncia avrebbe fatto chiudere le concerie.  Le concerie invece non furono chiuse e il Chiampo ritornò ad essere un torrente vivo, dove nidificano i germani reali e si dissetano gli aironi bianchi.     

2)  FILM DOCUMENTARIO   FLOW  PER AMORE  DELL'ACQUA  ...  IN  PILLOLE  
 http://youtu.be/dFtezxkSXc0           parte 1 

http://youtu.be/FF-FrRQ63uE           parte 2 
http://youtu.be/ZXuaWSGNVYY        parte 3 
 
http://youtu.be/4R_7l3-h-c4           parte 4
http://youtu.be/M61VLQU6Abw        parte 5
 
http://youtu.be/Rk23O8uv9OM       parte 6 
 
http://youtu.be/TXE9MbUb4fo        parte 7
 
http://youtu.be/msdA6Xg1SF0       parte 8
 
3) Un bel lavoro effettuato dai ragazzi di scuola media nel 2005 , ancora attualissimo
http://ospitiweb.indire.it/~ltee0001/dall%27acqua1.htm