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sabato 27 settembre 2014

C'E' UN MONDO CHE SI MUOVE


 E' IL MONDO DELLA  SOCIETA' CIVILE
  
   Arzignano con il mondo per il clima   


 anno 2016 


anno 2011       

anno 2016 

Ognuno di noi ha delle valide ragioni per un impegno attivo  civile e sociale. 
Io le manifestai presentando tre anni fa il blog GENERAZIONE SPERANZA 
" Intendo, tramite l'associazione CiLLSA, in coerenza con il mio vissuto, operare come cittadina responsabile, impegnandomi per la promozione della qualità della vita, quindi per la difesa della salute, dell'ambiente, dei beni comuni, del lavoro e dei diritti umani e politici di tutti, in particolare dei minori."                            

Come  me ci sono tanti altri: amici ,conoscenti , persone sconosciute.

anno 2015 
(campagna per i referendum sociali anno 2016 nell'ovest vicentino  ) 


Penso che il modo migliore per  riconoscere e sostenere l'impegno di quanti continuano , nonostante tutto e  tutti, nel lavoro, nella scuola, a casa, nel volontariato,  a impegnarsi nelle battaglie civili senza mai 'mollare'  sia quello di  dedicare loro la voce e le parole di Luca Bassanese: 

C'E' UN MONDO CHE SI MUOVE
" C'è un mondo che si muove, che parte dalla gente e non può essere fermato, dopo anni di storia sonnolenta, di lamentele davanti al telecomando, c'è un mondo che si muove. È un mondo che non ha età, non ha colore, non ha poteri da difendere se non la propria dignità.
C'è un mondo che si muove,
 figli nuovi e passati, per abbattere il muro degli ex idealisti accomodati in morbide poltrone con l'obiettivo vacanze, morte psicologica e corporale di un'umanità che ora grida e fugge.
C'è un mondo che si muove, nei sorrisi mano nella mano di uomini, donne e bambini nei cortei improvvisati per l'urgenza di sapere,  di conoscere la realtà toccandola con mano.
C'è un mondo che si muove
 nelle parole di un giornalista che sente come obbligo inderogabile il dovere di verità sancito nelle norme della carta dei doveri.


C'è un mondo che si muove nelle mani di un chirurgo che ha scelto il senso stesso del suo dovere.
Art3 del codice deontologico:
 "Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo
 e il sollievo dalla sofferenza
 nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. La salute è intesa nell'accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona."  


C'è un mondo che si muove 
nel sorriso di un prete che ha scelto il vangelo, cosa strana di questi tempi, con tutte le critiche del caso da parte di un padrone ingombrante, quando sceglie il potere figlio d'altre scritture.
             
C'è un mondo che si muove 
nel senso di giustizia, nel sacrificio di un magistrato, nel sacrificio di un sindaco.









C'è un mondo che si muove in tutti coloro che proteggono il mondo dai profitti di un'industria che non si ferma nemmeno di fronte ai disastri ecologici e all'estinzione delle specie viventi.

      C'è un mondo che si muove
 in ogni uomo e in ogni donna che si indigna di fronte alla mercificazione dell'essere umano.

C'è un mondo che si muove 
per ridare vita alla parola pace, denunciando ogni pensiero di guerra che si radica nella nostra vita e nel nostro territorio.












CiLLSA  2014 e manifestazione per il clima

C'è un mondo che si    muove per proteggere l'aria , l'acqua , il suolo , fonti  di vita!

  
C'è un mondo che si muove 

nelle parole dei poeti, degli scrittori, dei cantanti, degli artisti che comunque sia vanno avanti "perché se la gente sa e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare"   
 (F. De Andrè).

C'è un mondo che si muove         http://youtu.be/4MmNBACASYI
 Cammina con lui , già in tanti sono in marcia e il loro viaggio è verso il Sole..."


Ognuno di noi può scegliere di fare parte di questo mondo che viaggia verso il Sole . 
                                                             Trissino 2016
Io marcio con esso. 
                       

Solo così ... i   bambini,  ragazzi , giovani  seguiranno il nostro esempio .
  
Donata                                                                            

martedì 9 settembre 2014

EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA CLIMATICA

Solidarietà umana in un mondo diviso 



 I CAMBIAMENTI CLIMATICI      http://youtu.be/o-xISJMB2Dk 

Il CAMBIAMENTO del  clima non riguarda solo l'Ar­tico e gli orsi polari: oggi gli orsi polari siamo noi": ha dichiarato l'ultimo rapporto del'Ipcc, il panel scientifico dell'Onu.  
 Questo tono drammatico, utilizzato da un'istituzione per sua abitudine assai prudente, probabilmente è legato al fatto che le tensioni internazionali — dal Medio Oriente all'Ucraina — di questi tempi smorzano il senso di urgenza del riscaldamento globale.

Ma andiamo con ordine .

Il cambiamento climatico esiste e l’uomo ne è con certezza la causa .

E saranno i poveri del mondo  che pagheranno il prezzo più salato per i cambiamenti del clima accelerati dall'uomo.
Il monito è del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Undp),  che  intitola il  suo rapporto  2007/2008 sullo Sviluppo Umano  «Combattere il cambiamento del clima: la solidarietà umana in un mondo diviso». Ed è
rivolto alla parte ricca del mondo, che è anche la principale responsabile dell'aumento della temperatura media del pianeta e dei suoi effetti.

 Se  non si interviene si rischia di arrivare a un punto di  NON ritorno.
Alterazioni ambientali di elevata portata collegate con fenomeni meteorologici estremi, desertificazione, innalzamento dei mari, diffusione di malattie tropicali,
scioglimento dei ghiacci, faranno sentire a vario livello il loro impatto negativo  su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo, poiché si aggraveranno i problemi esistenti come l’accesso alle risorse, alla sicurezza alimentare e alle risorse energetiche.

Ogni anno decine di milioni di uomini, donne e bambini devono fare i conti con la fame.      Ogni cinque secondi muore un bambino.    
 Ogni anno quasi sette milioni di bambini muoiono prima di aver compiuto i cinque anni per cause facilmente prevenibili e curabili, ma a colpire di più è la fame.
Solo il 25% della terra abitabile è oggi coltivata, mentre è in atto una feroce

accaparramento di terra da parte delle grandi multinazionali del cibo, una incetta che è responsabile in larga parte della deforestazione del pianeta .
 Di qui la dichiarazione di pochi mesi fa  del presidente del Gruppo della Banca Mondiale, Jim Kim Non ci sarà mai fine alla povertà se non affrontiamo i cambiamenti climatici” nella  Campagna video a Times Square contro il global warming  (riscaldamento globale).
 Un modo vistoso per attirare l’attenzione sui rischi posti dal cambiamento climatico e la necessità di un’azione da parte dei governi, imprese ed individui a combatterlo .

 La stessa  preoccupazione emerge dal  rapporto “The Challenges of Climate Change: Children on the front line(Le sfide dei cambiamenti climatici. Bambini sulla linea del fronte ) pubblicato dall ‘Ufficio di Ricerca INNOCENTI (IRC) dell’’UNICEF il 30 luglio 2014:  sono i bambini i    
più colpiti dall’aumento di gas serra e dai cambiamenti climatici, ma  questo continua ad essere ignorato nei negoziati internazionali sul clima di alto livello.
Nel   nuovo rapporto Unicef, 40 esperti di cambiamento climatico, sviluppo e salute e nutrizione dei bambini hanno unito le forze per analizzare una serie di  sfide per i bambini sollevate dal riscaldamento globale, cercando allo stesso tempo  di comprendere come tutelare i  diritti dei bambini nel mondo dal  cambiamento climatico  (Oltre il 99% delle morti già attribuibili ai cambiamenti legati al clima si verificano nei Paesi in via di sviluppo ed i bambini costituiscono per oltre l’80% a queste morti )  .

Secondo il rapporto  i decessi legati al clima dei bambini nei Paesi in via di sviluppo  sono causati da un cambiamento dei modelli dei principali vettori delle malattie e dalle calamità naturali, dall’insicurezza alimentare e dalla mancanza di accesso all’acqua potabile ed a  strutture igienico-sanitarie. 


«Si stima che nei prossimi dieci anni, solo nell’Asia meridionale e in Africa, 175 milioni di bambini saranno colpiti da disastri legati al clima  il  che potrebbe rappresentare altri 250.000 bambini morti ogni anno».

Il rapporto evidenzia la necessità  di un impegno informato dei bambini e dei giovani. 
 
«I bambini e i giovani oggi costituiscono la generazione che dovrà affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e che dovrà compiere i tagli sulle emissioni di gas serra, essenziali per le decadi future» ha dichiarato Marie Claude Martin, Direttore dell'IRC.
 «La sfida del cambiamento climatico è enorme» ha concluso  Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef,  nello stesso rapporto «Essa richiede una risposta urgente da tutte le generazioni – e i bambini che erediteranno la terra sono le ultime persone che dovrebbero essere escluse». 



   Che fare  noi  cittadini?

Riporto , condividendo,  quanto scrive  Savino Pezzotta  in un articolo pubblicato da  Educatori Senza Frontiere il  24 aprile 2014:

  Le responsabilità sono in capo a tutti noi.
La conservazione del nostro pianeta non è solo un affare dei governi e delle Organizzazioni Internazionali ma anche di ognuno che deve imparare a regolare le proprie azioni quotidiane.
Proviamo a pensare se risponda a qualche criterio di giustizia in un mondo dove ci sono persone, donne, bambini e uomini che soffrono o muoiono di fame, che un terzo della produzione mondiale di cibo sia trasformato in rifiuti.
Nel nostro mondo industrializzato che vede i ceti sociali più deboli soffrire la mancanza di lavoro e che costringe le famiglie a rimodulare i loro stili di vita verso il basso, mentre nei paesi poveri milioni di bambini (e non solo) soffrono i crampi della fame e molti di loro (15 mila al giorno) non arrivano vivi al mattino, possiamo continuare nella logica dello spreco, del consumismo, nella produzione di rifiuti ?”

 

Che fare  noi educatori  nelle scuole ?  

 
Continua Pezzotta “  E’ questa realtà a dirci  che bisogna imparare, dentro un progetto di “ecologia umana”, a collegare sempre più strettamente le questioni sociali che la crisi ha aggravato e generato  con la tutela dell’ambiente, con la pace e la difesa della dignità umana in tutti i sugli aspetti.
La prospettiva cui tendere è quella di un’economia della sobrietà e della valorizzazione dell’essenziale, delle relazioni e della cooperazione basata sull’incontro dei volti  
 

Che fare  io , singola cittadina ?

Credo nella cittadinanza attiva.

Pertanto ho aderito alla iniziativa di AVAAZ  per settembre 2014, nella convinzione che in quanto  esseri umani,  abbiamo , APPUNTO , delle responsabilità l'uno nei confronti dell'altro, nei confronti delle generazioni future e del pianeta.   La speranza è  che , insieme, possiamo costruire il ponte fra il mondo che abbiamo e il mondo che tutti noi vorremmo.

Mi sto confrontando con gli amici della associazione ambientale locale  in cui sono iscritta , la CiLLSA (cittadini per il lavoro, la legalità , la salute , l’AMBIENTE)
Il 21 settembre del 2014,  insieme a loro , agli Arzignanesi , ai tanti cittadini del mondo,  parteciperò alla “ Marcia Globale per il Clima”,  per  smuovere i politici e i governanti  ad agire immediatamente per salvare il pianeta, il nostro futuro e tutto ciò che ci è caro.

       
 So che,  come me,  diversi componenti della associazione CiLLSA  sono diventati volontari e organizzatori  dell’evento : per scendere in piazza, anche  ad Arzignano  per chiedere  alla amministrazione comunale di impegnarsi  a  usare  il 100% di energia pulita e rinnovabile per la propria comunità.
                                                              
Non so ancora cosa faremo : raccolta di firme,  striscioni , il cuore verde  come simbolo del nostro amore per la terra...  Ciò che è già certo sarà la  gioia di contarci,  di essere protagonisti,  dando l’esempio ai più piccoli   difendendo  il FUTURO della Terra.



Un momento , un percorso , una speranza ,  per una realtà da costruire con e per i nostri piccoli insegnando  loro che 

«Il progresso umano non è automatico, né inevitabile. Dobbiamo accettare il fatto che domani è oggi,
 confrontarci con la furiosa urgenza del presente. In questo groviglio di vita e di storia che si sta dipanando, potrebbe essere troppo tardi [...].
Potremmo implorare il tempo di interrompere per un attimo il suo viaggio, ma il tempo è sordo a ogni richiesta e corre via. Sulle ossa sbiancate e i resti abbandonati di numerose civiltà, vi è una triste scritta: troppo tardi  (Martin luther King) .


I bambini imparano quello che vivono, e da adulti vivono quello che hanno imparato.

FORZA ..... C'E' UN MONDO CHE SI MUOVE
  http://donataalbiero.blogspot.it/2014/09/c-e-un-mondo-che-si-muove.html

Donata


 P.S. MANIFESTAZIONE EFFETTUATA

Arzignano con il mondo per il clima     -  Album  21 settembre    http://youtu.be/wLrH33TbT6A

Arzignano con il mondo per il clima  - Video 21 settembre
 http://youtu.be/A8z01qYW1k4
 
                                                                       

Approfondimenti  

       NON BRUCIAMO IL FUTURO
                   http://donataalbiero.blogspot.it/2014/02/non-bruciamo-il-futuro.html
        IL DIRITTO DEL BAMBINO A NON ESSERE INQUINATO
                 http://donataalbiero.blogspot.it/2014/03/il-diritto-del-bambino-non-essere.html
         LA SALUTE NON E’ IN VENDITA
                   http://donataalbiero.blogspot.it/2013/01/la-salute-non-e-in-vendita.html
        SOS TERRA   
                  http://donataalbiero.blogspot.it/2013/04/sos-terra.html
        SPORCHI DA MORIRE
                  http://donataalbiero.blogspot.it/2013/07/sporchi-da-morire.html
       L’ACQUA è IL SANGUE DELLA TERRA
                http://donataalbiero.blogspot.it/2013/08/l-acqua-e-il-sangue-della-terra.html
      HELP ME! SMOG E TUMORI UNA RELAZIONE C’E’
               http://donataalbiero.blogspot.it/2013/09/help-me-smog-e-tumore-una-relazione-ce.html
      I NOSTRI   FIGLI CI ACCUSERANNO
                http://donataalbiero.blogspot.it/2013/10/i-nostri-figli-ci-accuseranno.html
     SIAMO CIO’ CHE FACCIAMO
             http://donataalbiero.blogspot.it/2012/09/siamo-cio-che-facciamo.html

 


mercoledì 3 settembre 2014

ANTICIPO SCOLASTICO A CINQUE ANNI , UNA NOVITA’ VECCHIA

Anticipo  scolastico ? Grazie, prego, preferisco di no!

 







  150 anni di scuola italiana   http://youtu.be/w1Ckbh3n724 


E’ dilagato  il dibattito nei mesi estivi  in facebook, tra le maggiori riviste scolastiche, tra le associazioni professionali  (vedasi il focus tenutosi a Firenze il 20 giugno scorso) sulla opportunità o meno di anticipare l’obbligo scolastico a 5 anni, questione che è tornata di attualità nell’ambito della discussione sul riordino dei cicli e sulla possibilità di terminare il percorso scolastico a 18 anni

 Mentre sono curiosa e in attesa  dell'intervento di Renzi  sulla scuola (VI STUPIRO'!) , premetto intanto che, anche a mio parere,  "non è certo  di un anno in meno di scolarizzazione, ciò di cui il nostro paese ha bisogno oggi. Sono ancora troppe le differenze sociali, culturali, territoriali, che sarebbero accentuate dalla riduzione dell'intervento pubblico sull'istruzione, a maggior ragione se avvenisse nelle età più precoci, sulle soglie della seconda infanzia. Gli indici di povertà della popolazione infantile ci ricordano che il binomio “pane e grammatica” non è solo un retaggio del passato, ma una condizione della post-modernità, anche in molte regioni d’Italia.” (Fonte sindacale)

 Interessante è, in ogni caso,   il dibattito sull’idea dell'anticipo  che non è  affatto originale. Da  un ventennio si è di fronte al problema della scuola italiana che dura un anno di più della maggioranza della scuola europea”

Vogliamo ancor più ritornare indietro con il tempo ?


Esattamente 40 anni fa, nel 1974  a 22 anni  a Padova mi laureavo   discutendo  la tesi  dal titolo “Problemi psichici connessi all’apprendimento precoce della lettura”  Aveva fatto scalpore,   in quegli anni  Doman Glenn con il suo libro  “Leggere a tre anni” e si erano creati schieramenti opposti (a livello professionale e accademico ) in Italia  sulla opportunità o meno di anticipare, prima della scuola dell’obbligo, l’apprendimento di   determinate  abilità e  come logica conseguenza,
se non fosse  opportuno  anticipare l’obbligo
 scolastico per tutti a  cinque anni .

La mia laurea in pedagogia, caratterizzata da un forte indirizzo  indirizzo psicologico (13 esami), mi aveva segnato.

Nella tesi, premettevo che il problema  della lettura non doveva essere considerato come un problema puramente di tecnica psicologica o didattica ma come un problema educativo  che avrebbe dovuto e potuto trovare una  una realizzazione, al di fuori di ogni automatismo, solo nell’ambito della famiglia e di un tipo di scuola appositamente strutturata … lasciando lo spazio, e valorizzandolo in quanto tale,   alla scuola materna (allora si chiamava così )  dove non si  passava  il tempo a giocare ma  si lavorava  tanto, con i ritmi giusti, con spirito ludico continuo e diffuso, con ascolto e cure che avrebbero dovuto  contagiare tutta la scuola, dai 6 ai 18 anni. 

Ne ero   talmente convinta che, circa 20 anni dopo, direttrice didattica a Montecchio Maggiore, ho, senza esitazione,   per conto del Provveditorato agli Studi di Vicenza, condotto una   riflessione provinciale sulla organizzazione degli spazi e dei tempi per migliorare la qualità scolastica con la scuola d'infanzia materna Andersen per  4 anni   seguito la sperimentazione nazionale ASCANIO (Attività Sperimentale Coordinata Avvio Nuovi Indirizzi Organizzativi).  
      

Nel rapporto finale nazionale , in merito alla struttura della scuola dell'infanzia era  emerso con chiarezza  l'esigenza del mantenimento della integrità del ciclo 3-6 anni all'interno della scuola dell'infanzia e senza  subire alcuna "scimmiottatura scolasticistica".

 Non posso certo relazionare la mia tesi di laurea,  riportando   l’elenco maggioritario di psicologi e pedagogisti di allora contro l’anticipo dell’obbligo scolastico, o il gruppo, meno numeroso, di  pediatri a favore,   o di quelli a favore ma a determinate  condizioni (psicologi o pedagogisti) ….  e le motivazioni addotte.  
Per chi fosse interessato  rimando la lettura del  referendum tra i professionisti (pediatri, psicologi, pedagogisti, psichiatri, ginecologi)  effettuato nel 1971 dalla Società Italiani di Pediatria che  ha pubblicato i risultati 

La mia soluzione di laureanda ? Una soluzione per cosi dire intermedia.

Scrivevo :  
 “… Non già anticipare di un anno la prima elementare ,  bensì creare una scuola preparatoria , una cosiddetta prescuola, a cavallo tra materna ed elementare.     
 Questa nuova istituzione deve però essere accuratamente meditata e  programmata.  Bisognerà evitare la fretta sconsiderata e la faciloneria degli attuali uomini politici …
Pretendere di anticipare subito la scuola elementare a 5 anni, 

senza che la scuola elementare abbia le strutture adeguate , una preparazione culturale da parte dei suoi professionisti , sarebbe un grave errore. 

"… Allo stato attuale –precisavo-  delle  ricerche psicologiche risulta vera impossibile l’anticipazione per considerazioni più strettamente didattiche  e dalla testimonianza degli Orientamenti del 1958 e del nuovi Ordinamenti del 1969  

Concludevo percio’
Se in Italia saranno adottate , nei riguardi dell’insegnamento obbligatorio all’età di 5 anni , decisioni precipitose rischieremmo di recare un danno incalcolabile ai piccoli del nostro Paese.
Si realizzerà ancora una volta l’aforisma dettato già tre secoli fa da La Fontaine
 LES PETITS ONT TOUJOURS PATI DES SOTTISES DES GRANDS

 Conclusioni valide anche oggi , quarant'anni dopo , non Vi pare ?                    Mi chiedo se si POLITICI e i MINISTERI  tengano conto delle analisi, ricerche azioni , relazioni , proposte che provengono dal mondo reale , dalle stesse SCUOLE che hanno  a che fare con i piccoli giorno per giorno . 
Invece si moltiplicano nuove indagini, nuovi commissioni ministeriali , regionali, nuovi seminari ... con l'obiettivo, mi viene il sospetto , del solo 'tagliare' le risorse , risparmiare ...

Ma questa è l'ITALIA 

Donata                                                                         

Approfondimenti

DIFENDO LA SCUOLA PUBBLICA
http://donataalbiero.blogspot.it/2012/09/difendo-la-scuola-pubblica.html

STUDENTI IN PIAZZA , IMPARIAMO DA LORO 
http://donataalbiero.blogspot.it/2012/10/studenti-in-piazza-impariamo-da-loro.html